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Données immédiates de la conscience – Rivista Musical N°32

Données immédiates de la conscience – Rivista Musical N°32

Données immédiates de la conscience – Rivista Musical N°32

(…) La stessa forza evocativa regge lo spettacolo Donnèes Immediates de la Conscience di Paolo Rudelli. Danzatore al Nederland Dance Theater, presentato in prima mondiale al Teatro Out Off e prima produzione di Opplà.

In questo lavoro la danza incontre la musica dal vivo e le immagini video creando una coralità di esperienze visive e concettuali di enorme incisività e mutimedialità.

Paolo Rudelli, accompagnato al pianoforte da Xavier Klaine e dalla sensuale e profondissima voce di Ruth Rosenthal, autrice anche dei propri testi, affida il proprio messaggio artistico alla nuda carne che vibra e si fa movimento al ritmo della musica originale della Winter Family.

Tutto questo incrociando immagini video in diretta a filmati surrealisti inondati di liquido rosso.

Spettacolo innovativo, ma impegnativo, nel quale si apprezza la danza e si viene rapiti dalla fluidita dei movimenti, dall’energia delle note e dal vigore delle immagini.

I cambi d’abito sono rapidisimi e tutto accade davanti ai nostri occhi a scena aperta, nulla ci viene celato, ma non solo, lo spettatore è chiamato ad interagire con la metamorfosi dell’uomo che assume un altra forma ed un’altra posizione, tortura la propria fisicità prima di liberarsene e tornare a danzare.

Il risultato è disarmante, dimostrazione vincente come la contemporainetà possa convivere con la forma tra le più antiche di comunicazione, cioè la parola che si fa danza.

Isabella Valleri – Rivista Musical N°32

Données immédiates de la conscience – Rivista Musical N°32

(…) La stessa forza evocativa regge lo spettacolo Donnèes Immediates de la Conscience di Paolo Rudelli. Danzatore al Nederland Dance Theater, presentato in prima mondiale al Teatro Out Off e prima produzione di Opplà.

In questo lavoro la danza incontre la musica dal vivo e le immagini video creando una coralità di esperienze visive e concettuali di enorme incisività e mutimedialità.

Paolo Rudelli, accompagnato al pianoforte da Xavier Klaine e dalla sensuale e profondissima voce di Ruth Rosenthal, autrice anche dei propri testi, affida il proprio messaggio artistico alla nuda carne che vibra e si fa movimento al ritmo della musica originale della Winter Family.

Tutto questo incrociando immagini video in diretta a filmati surrealisti inondati di liquido rosso.

Spettacolo innovativo, ma impegnativo, nel quale si apprezza la danza e si viene rapiti dalla fluidita dei movimenti, dall’energia delle note e dal vigore delle immagini.

I cambi d’abito sono rapidisimi e tutto accade davanti ai nostri occhi a scena aperta, nulla ci viene celato, ma non solo, lo spettatore è chiamato ad interagire con la metamorfosi dell’uomo che assume un altra forma ed un’altra posizione, tortura la propria fisicità prima di liberarsene e tornare a danzare.

Il risultato è disarmante, dimostrazione vincente come la contemporainetà possa convivere con la forma tra le più antiche di comunicazione, cioè la parola che si fa danza.

Isabella Valleri – Rivista Musical N°32

Données immédiates de la conscience – Rivista Musical N°32

(…) La stessa forza evocativa regge lo spettacolo Donnèes Immediates de la Conscience di Paolo Rudelli. Danzatore al Nederland Dance Theater, presentato in prima mondiale al Teatro Out Off e prima produzione di Opplà.

In questo lavoro la danza incontre la musica dal vivo e le immagini video creando una coralità di esperienze visive e concettuali di enorme incisività e mutimedialità.

Paolo Rudelli, accompagnato al pianoforte da Xavier Klaine e dalla sensuale e profondissima voce di Ruth Rosenthal, autrice anche dei propri testi, affida il proprio messaggio artistico alla nuda carne che vibra e si fa movimento al ritmo della musica originale della Winter Family.

Tutto questo incrociando immagini video in diretta a filmati surrealisti inondati di liquido rosso.

Spettacolo innovativo, ma impegnativo, nel quale si apprezza la danza e si viene rapiti dalla fluidita dei movimenti, dall’energia delle note e dal vigore delle immagini.

I cambi d’abito sono rapidisimi e tutto accade davanti ai nostri occhi a scena aperta, nulla ci viene celato, ma non solo, lo spettatore è chiamato ad interagire con la metamorfosi dell’uomo che assume un altra forma ed un’altra posizione, tortura la propria fisicità prima di liberarsene e tornare a danzare.

Il risultato è disarmante, dimostrazione vincente come la contemporainetà possa convivere con la forma tra le più antiche di comunicazione, cioè la parola che si fa danza.

Isabella Valleri – Rivista Musical N°32



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